36° Prato Abetone 9 Luglio 2017

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STORIA

Master Circuito Tricolore

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La sfida di chi vive in città. Articolo sulla Prato Abetone

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Eravamo tre amici al bar... La 34ª Prato-Abetone prenderà il via domenica 12 luglio dal Viale Piave e avrà come meta finale la piazza dell’Abetone. Una corsa che mobilita migliaia di appassionati e dove ogni anno ci sono record e novità, eppure è nata così, per caso e per scommessa. Nemmeno in Toscana, regione culla del ciclismo, è frequente trovare nel fitto panorama di iniziative un esempio di manifestazione capace di sfondare senza rinunciare alle sue colorite origini.
«Beh, sinceramente è davvero incredibile pensare che sono trent’anni che organizziamo questa manifestazione nata per gioco - spiega Silvano Melani, organizzatore della corsa - e ancora eccoci qui, anzi la trasformazione in Gran Fondo è stata un salto decisivo che ci ha dato carica e un grande sviluppo. Eravamo tre amici al circolo della Polisportiva Libertà Viaccia e abbiamo scommesso tra di noi su chi sarebbe stato capace di raggiungere l’Abetone in bicicletta. All’epoca era quasi assurdo pensare di raggiungere la montagna pistoiese in bici...»
Tre mesi di preparazione con una prima corsa alle Piastre, poi quella che aveva come traguardo il passo dell’Oppio e infine, sempre a luglio, la cima dell’Abetone. Così è cominciata. «E mi ricordo - sospira Melani - i villeggianti che ci chiedevano: ma da dove venite? E noi: da Prato. Loro con le facce ammirate ma anche molto dubbiose ci davano da bere».
Da lì, però, è nato questo piccolo miracolo sportivo toscano, e sempre più persone hanno sfidato la montagna. «Si fece una prima corsa sempre con partenza dal circolo di Viaccia con 30 elementi e poi nel 1981 la prima edizione con ben 350 partenti da Piazza del Duomo e in palio non c’erano premi ma solo scommesse su chi arrivava prima all’Abetone o se ce la faceva a concluderla, con tante cene pagate dagli sconfitti, era proprio un altro ciclismo. Per 10 anni, fino agli inizi degli anni ’90, è stata l’unica corsa di Gran Fondo - continua Melani - e i ciclisti si preparavano tutta la stagione per quella gara. Dapprima partecipavano solo dall’area Firenze, Prato e Pistoia poi tutta la Toscana ha scoperto questa corsa. In quegli anni dominava il “Barbiere di Signa” era il Merckx di allora mi sembra che l’abbia vinta per 5-6 volte. Ma chi è rimasto davvero nella storia, è Cesare Vignozzi che in quegli anni è sempre arrivato per ultimo: tutti i concorrenti e il pubblico lo aspettavano al traguardo per festeggiarlo».
Questo è dunque lo spirito originario, pionieristico, della Prato-Abetone. Alla quale in seguito hanno partecipato ciclisti di fama internazionale: il nome più importante è stato senz’altro quello di Francesco Moser ma anche altri ciclisti di prestigio come Francesco Casagrande e al femminile Maria Canins hanno gareggiato su questo percorso. In un altro senso, pure la partecipazione dell’allora sindaco di Prato Fabrizio Mattei dette un grande impulso alla corsa.
Tutto ciò non ha impedito il ripetersi di aneddoti pittoreschi e anche divertenti. «Un episodio memorabile - ricorda ancora Melani - è capitato sei anni fa: avevamo messo dei volontari alle pendici dell’Abetone per consegnare dei prodotti da mettere sulle gambe per aiutare la salita, ma a un certo punto un concorrente invece di darselo sulle gambe iniziò a berlo e finì all’ospedale, per fortuna senza conseguenze».
La corsa nel 2000 ha raggiunto il massimo di partecipanti con quasi 2.500 partenti, poi si sono imposte scelte diverse. «Erano troppi per come era organizzata la corsa e quindi abbiamo dato un limite e tre anni fa, per dare una ventata di entusiasmo - spiega Melani - abbiamo fatto il grande salto con il mantenimento del classico percorso di 72 km con accanto una Gran Fondo di 142 km col passaggio dal S. Pellegrino in Alpe che ha una percentuale di pendenza che raggiunge il 22%. E’ stato come rinnovare una grande classica ora da questa edizione abbiamo allungato il percorso a 94 km con il passaggio dal valico dell'Oppio Pracchia il Traforo e rientro a La Lima per raggiungere l'Abetone».
Adesso, la Prato-Abetone è diventata anche un simbolo dell’abbinamento sport-turismo, ed è stata inserita tra le manifestazioni del cartellone “0574tempodisport” nell’ambito del progetto della Provincia di Prato Ambiente Turismo e Sport. Ci sarà l’abbinamento dell’evento sportivo con quello turistico con due itinerari: il primo cittadino con una guida turistica che farà vedere il centro storico di Prato, il secondo enogastronomico in collaborazione col Consorzio della Strada dei vini di Carmignano.
E infine, questa gara è anche una celebrazione della natura, in uno scenario di grande bellezza e suggestione. La partenza sarà data alle 7.30 e all’arrivo, grazie al Comune dell’Abetone, un pasta-party verrà offerto nello chalet dell’ovovia in uno spazio confortevole e chiuso dove i ciclisti si potranno riposare dalle fatiche appena compiute; oltre alla possibilità di utilizzare l’Ovovia per arrivare al Montegomito a circa 2.000 metri e ammirare il bellissimo panorama.
«Comunque, confermo: il clima è sempre lo stesso di trentatre anni fa - conclude Melani - e in tutta la regione l’attesa sta crescendo, come ogni anno. Prato è già piena di ciclisti che si allenano per l’ultima settimana».
Prato Abetone
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